Quando vogliamo impostare una strategia di Web marketing, ci troviamo davanti a parecchie possibilità ma anche a molti potenziali concorrenti: come iniziare ad impostarla in modo efficace?

Quando un’azienda vende un prodotto o un servizio, sia online che offline, lo fa perché ritiene di poter risolvere un problema per le persone semplificandogli la vita. Impostare una strategia di Web marketing vuol dire innanzitutto domandarsi qual é il valore del prodotto in questione e cosa si ha di differente rispetto ai competitor, per trovare le persone giuste a cui comunicare. Ma come possiamo sostenere la competizione in un web sempre in fermento di idee e progetti? Come possiamo analizzare la concorrenza, spesso molto ampia? A queste domande ha risposto Alessio Pisa in questo corso online gratuito, qui di seguito cerchiamo di sviscerare la questione.

1. Quale bisogno soddisfiamo?

strategia di Web Marketing

Qualunque cosa sia ciò che vogliamo offrire, la prima domanda da porci è questa: quale problema stiamo risolvendo al cliente? Qualsiasi prodotto o servizio, dalla fioriera da balcone al laptop, dalle ciabatte infradito allo smartphone di ultima generazione, è pensato per rispondere ad un bisogno. I bisogni però non sono tutti uguali, un prodotto può rispondere a bisogni di varia natura. Uno strumento per aiutarci a definirne il tipo è la Piramide di Maslow, una scala che definisce in modo gerarchico cinque livelli di bisogno dei nostri utenti (fisiologici, di sicurezza, di appartenenza, di stima e di realizzazione del sè). Le domanda che ogni azienda deve porsi sono: di quanti e di quali di questi ci vogliamo occupare? Come intendiamo rispondere alle necessità delle persone? E ancora, il cliente capisce davvero ciò che vogliamo offrire? Percepisce che il nostro prodotto soddisfa effettivamente i suoi bisogni? Capire perfettamente il valore di quello che offriamo permette prima di tutto a noi di sapere cosa, del prodotto, siamo tenuti a garantire e cosa no, e ai clienti di sapere che cosa possono e non possono aspettarsi dalla nostra proposta di valore. Facciamo un esempio: se vendiamo scarpe eleganti, non potremo rivolgerci a chi acquista scarpe da trekking e ricerca la funzionalità del prodotto per una migliore performance sportiva. Dovremo invece focalizzarci, per esempio, sugli attributi di vestibilità, classe ed eleganza delle nostre scarpe, capire in quali occasioni il nostro prodotto può essere utilizzato e come vorremmo che il nostro cliente si percepisca e venga percepito dagli altri calzandole. Un prodotto che “colpisce” tutti allo stesso modo e in maniera indiscriminata non ha vita lunga!

Capire perfettamente il valore di quello che offriamo permette prima di tutto a noi stessi di sapere cosa, del prodotto, siamo tenuti a garantire e cosa no, e ai clienti di sapere cosa aspettarsi dalla nostra proposta di valore. Facciamo un esempio: se vendiamo scarpe eleganti, non potremo rivolgerci a chi acquista scarpe da trekking e ricerca la funzionalità del prodotto per una migliore performance sportiva. Dovremo invece focalizzarci sugli attributi di vestibilità, classe ed eleganza delle nostre scarpe, capire in quali occasioni il nostro prodotto può essere utilizzato e come vorremmo che il nostro cliente si percepisca e venga percepito dagli altri calzandole. Un prodotto che “colpisce” tutti allo stesso modo e in maniera indiscriminata non ha vita lunga!

2. Chi altri soddisfa lo stesso bisogno?

Escludendo i Leonardo da Vinci o i Mozart moderni, avere un’idea completamente nuova e rivoluzionaria è oggi l’eccezione più che la regola. Soprattutto va ricordato che un’idea rimane tale se non produce valore per le persone, o se le persone stesse non lo comprendono. Ecco perchè è necessario capire le proposte di valore dei nostri competitors e come la nostra attività possa migliorarle. Occhio però: se non riuscissimo a trovare competitor con una proposta di valore simile alla nostra, ricordiamoci di fare attenzione. Questo potrebbe significare che la nostra idea non risolve alcun problema o che non ha un mercato potenziale interessante. Se, ad esempio, dotassimo la nostra scarpa elegante di suola intercambiabile per poterla utilizzare anche come scarpa da trekking, questo ci renderebbe davvero unici, ma rappresenterebbe davvero un valore aggiunto per i nostri clienti? Probabilmente no.

3. Portarsi a casa il Web-match: le armi da utilizzare.

Per affrontare e battere la concorrenza sul Web, è quindi necessario studiare le abitudini dei clienti per assicurarci di offrire loro il giusto valore aggiunto. Vediamo di seguito alcuni strumenti molto utili, sia gratuiti sia a pagamento, che ci aiutano a raccogliere e analizzare l’enorme massa di dati da cui estrapolare le informazioni per impostare la nostra strategia di Web marketing.

  • Answerthepublic – è un ottimo tool di ricerca: data una domanda o un certo termine, il tool scandaglia la rete restituendoci tutte le ricerche correlate a quel termine. Questo strumento è molto utile per chi fa SEO strategy perchè restituisce automaticamente le frasi e le domande più comuni che contengono quella parola.
  • SEMrush – è invece molto più sofisticato, e per sfruttarne le enormi potenzialità è necessario sottoscrivere un abbonamento. Con esso possiamo studiare le chiavi di ricerca, quelle con cui gli utenti trovano la nostra attività sul Web ma anche e soprattutto quelle dei nostri competitors. Restituisce inoltre dei report costruiti su misura per analizzare parole chiave predefinite e ci permette di valutare lo “stato di salute” del nostro sito, monitorando ad esempio i backlink o gli anchor text del nostro sito.
  • Google alerts – ci permette di controllare gratuitamente topic specifici e ci “allerta” quando in rete è stato detto qualcosa di nuovo su di un tema o parola chiave, in modo tale da poter sempre tenere sotto controllo la situazione.
  • Google Trends – utilizza i dati delle ricerche degli utenti per restituirci informazioni sul volume di ricerche su di una parola chiave nel tempo e sulle località da cui provengono, ma anche sugli argomenti correlati a quella parola, permettendoci di mettere a confronto più temi.
  • Keyhole – strumento per monitorare i social networks individuando hashtags, menzioni, commenti e post sulle parole scelte, utenti che interagiscono o parlano di quell’argomento. Ci fornisce insomma tutto ciò che riesce a scovare nell’universo social. La versione gratuita dura tre giorni, mentre per analisi più approfondite è necessario un abbonamento.
  • Buzzsumo – molto simile a Keyhole, anch’esso con versione sia a pagamento che gratuita, analizza i social networks ma utilizza indicatori social più completi e più o meno utili a seconda delle nostre esigenze strategiche.

 

P.s.: Se l’articolo vi è piaciuto o se avete qualche dubbio, lasciate un commento qui sotto.

Alessandro Brunelli

Digital marketer in evoluzione, curioso del mondo attorno a me, musicista mancato (ma imperterrito).

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