Ho fatto due aziende in Italia prima di venire in Silicon Valley. La prima nel '94, si chiamava Internet Graffiti ed era la prima azienda web in Italia. Ho visto internet e ho pensato: questa cosa qua spacca!

Il sogno di centinaia di aspiranti startupper, italiani e non, è quello di recarsi in Silicon Valley.
Tra i tanti, c’è chi questo sogno lo ha realizzato: è Fabrizio Capobianco, che dopo aver fondato Internet Graffiti in Italia (la prima agenzia web nel nostro paese), nel lontano 1994, avendo già due investitori in Italia si è avventurato in America.
Nel suo bagaglio aveva Funambol, il più grande progetto open source al mondo sul wireless. Riceve subito 5 milioni di dollari di investimenti.
Sempre negli States presenta sul mercato nel 2012 TOK.tv, una social tv che permette ai tifosi che stanno guardando lo stesso evento sportivo di interagire tra loro, avendo a disposizione informazioni e statistiche in tempo reale. Sbarca l’anno dopo in Italia lanciando l’applicazione “Juventus live”.
La sua esperienza di startupper può sembrare un cammino perfetto, eppure lui stesso ci vuole far comprendere come “non è oro tutto ciò che luccica”, e che spesso in Italia l’ambiente della Silicon Valley viene descritto come in realtà non è.
Di seguito riassunti alcuni insegnamenti di Fabrizio che ritengo fondamentali.

IN ITALIA CI SONO I MIGLIORI LAUREATI AL MONDO, MA L’APPROCCIO AL LAVORO È DIVERSO

Entrando nei laboratori HP ha subito notato che gli ingegneri italiani avevano molte più conoscenze degli altri.
Ha però anche compreso, con il fenomeno delle “dot com”, che l’approccio è diverso: in Italia la chiamiamo “la bolla”, mentre in Silicon Valley gli andamenti ondulatori sono normali e l’importante è salire sulla giusta onda, uscendone possibilmente prima che crolli.

CI SONO DUE STRADE PERCORRIBILI PER CHI VUOLE ARRIVARE IN SILICON VALLEY

Tendenzialmente in Silicon Valley arrivano dei “matti”, persone con il sogno di cambiare il mondo. Ma solamente i migliori rimangono.
Consiglia a tutti di avere un visto valido per diverso tempo poiché spesso molti devono abbandonare la California per la scadenza di quest’ultimo, perdendo così grandi opportunità.

STRADA 1: andare per fare business

Se non avete trovato soldi in Italia, non li troverete in Silicon Valley, dove peraltro i finanziatori investono prima in chi già gli ha fatto fare soldi, chi è amico di questi ultimi, chi già ha lavorato in aziende che hanno avuto grandi profitti o chi ha lavorato in multinazionali, quali Google e Yahoo ad esempio, e ha un grande network.
Se l’idea è fare fundraising, dopo aver fatto un round in Italia ci si può recare negli States, dove peraltro la vita è cara e bisogna avere liquidità per stabilirsi.

STRADA 2: andare per imparare

La Silicon Valley, essendo l’ecosistema startup più grande del mondo, è il luogo dove poter fare esperienza e imparare le dinamiche che regolano questo mondo

COME E CHI DOVREBBE CERCARE INVESTIMENTI

Mentre se hai un prodotto consumer il tuo mercato in Silicon Valley è più ampio, spesso in Italia il mercato a cui una startup è rivolto è molto piccolo e gli investimenti faticano ad arrivare.
Gli investitori americani investono in startup che hanno un potenziale fatturato di un miliardo di dollari in tre o quattro anni.
Inoltre, basandosi sulla sua esperienza personale, Fabrizio sottolinea che è quando ricevi i grandi investimenti che inizia la fatica. Infatti devi iniziare a portare dei risultati agli investitori che tendono a farti spendere molto, “drogano” la tua startup, ma la salita da affrontare diventa sempre più ripida.
Se la tua idea di partenza è fare soldi rivendendo la startup, non cercare investimenti poiché gli investitori hanno sempre il diritto di veto sulla vendita dell’azienda che, se ad esempio ha ricevuto finanziamenti per 5 milioni, necessita di diversi anni per diventare grande ed essere venduta a 50 milioni, generando un profitto.
Se invece non hai ricevuto molti finanziamenti anche vendendo la tua startup ad esempio a 2 milioni di dollari dopo qualche mese dalla sua nascita hai un profitto in poco tempo.

L’ESPERIENZA TI AIUTA

Nella sua personale carriera da startupper, l’aver già fondato un’impresa di successo ha permesso a Fabrizio di trovare i primi investimenti per TOK.tv più facilmente.
Inoltre l’esperienza ti fa comprendere prima se stai perdendo tempo nel fare una cosa e sai già cosa ti serve per poter ottenere un round di tipo A, dunque sei in grado di organizzarti meglio.
Sottolinea però anche il fatto che molto spesso gli italiani si recano in Silicon Valley con un bagaglio di esperienza maturato in Italia che in realtà agli occhi degli investitori non si rivela un valore aggiunto, in quanto prediligono figure che sono state in grado di ottenere profitti in Silicon Valley.
Nell’ultima parte dell’intervista, infine, Fabrizio ci ha fornito tre consigli per gli startupper che partono oggi nella loro avventura.

  1. Andate in Silicon Valley quando siete giovani, perché è il posto giusto per imparare. Bastano 2-3 mesi (non si hanno problemi con il visto) per migliorare la propria idea e comprendere le dinamiche di questo mondo.
  2. Non tenete l’idea per voi stessi, in quanto se è un’idea buona ci sono almeno dieci aziende in Silicon Valley che la stanno sviluppando, se l’idea non la sta sviluppando nessuno probabilmente non sarà una buona idea.
  3. Non mollate mai, ma ad un certo punto mollate. Troppo spesso in Italia ci sono startup che continuano per anni senza mai migliorare. Dopo 2-3 anni se non si migliora è meglio chiudere, e ripartire con qualcosa di nuovo.

Pietro Galimberti

Appassionato di sport, tecnologia mobile e del mondo startup.
Ama viaggiare e parlare con le persone. Molto curioso, ha deciso di iniziare a scrivere per entrare nel mondo startup, dove da grande sogna di lavorare.

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