Nel momento in cui cresci, è davvero complesso gestire le cose con un certo rischio, una certa voglia di fare esperimenti, perchè hai la responsabilità di altre persone, che magari hanno famiglia. Ma se non lo fai muori.

Immaginate per un attimo di tornare bambini e di essere dopo pranzo sul divano pronti a vedere i cartoni. Come ogni giorno vi scontrerete però con vostra madre, sorella, nonna che vogliono assolutamente vedere una puntata di beautiful, e tutti i giorni dell’anno ce ne sarà sempre una nuova, inesorabilmente. Al tempo avere un bel video spoiler da mostrare loro con un riassunto di tutte le future putate sarebbe stato un vero toccasana!

Sembra incredibile, ma ci ha pensato una startup di Reggio Emilia, che ha riassunto le migliaia di puntate e “colpi di scena” in un simpatico video di 6 minuti. Loro si chiamano Tiwi e no, non lo hanno fatto per aiutare le nuove generazioni a conquistare il telecomando, ma piuttosto per pubblicizzare la loro attività principale: creare contenuti video animati, a fini di marketing, formazione ed entertainment.

Noi abbiamo intervistato Nicola Bigi, uno dei fondatori di Tiwi, che ci ha raccontato come lui e soci abbiano dovuto gestire una crescita aziendale repentina, e di come abbiano sviluppato il loro business in questo contesto di grande dinamicità.

Di seguito i cinque tra i maggiori spunti che ho appreso, o riscoperto, durante questa bellissima chiacchierata (più uno).

 

1. Costruisci un’audience. Prima ancora dei clienti, ti servono persone interessate a quello che fai e a quello che gli comunichi.

“Volevamo costruirci un’audience, un pubblico, prima che dei clienti. Quindi non pensavamo che questo video qua fosse il giusto modo per farlo. Un’audience vuol dire delle persone che scelgono di guardarti, che scelgono di vedere le cose che scrivi o che fai perché pensano che gli possano essere utili, o che li possano far pensare. Beautiful aveva questo obiettivo”.” Questa è la grossa novità nel marketing, soprattutto B2B: c’è sicuramente qualcuno che vorrebbe leggere i tuoi contenuti, e credo sia un po’ questa la chiave per trovare nuovi clienti nel momento in cui la tua soluzione ha veramente qualcosa di innovativo.

 

2. Consolida il tuo modello di business. Poi aggiungi opportunità che ti permettano di crescere.

“Abbiamo iniziato a voler diventare bravi a fare una cosa, che erano i video per il marketing e la formazione. Pian piano per alleggerire i difetti del business model da agenzia, abbiamo creato un gruppo di Tiwi che fa produzione propria che vendiamo in licenza a dei broadcaster. Essendo roba nostra possiamo venderla anche ad altri, diventando così scalabili”. ”Poi due anni fa, con Silvia Borando, abbiamo costruito MiniBombo, che è una casa editrice di libri per bambini. Libri cartacei, app e mini siti per i genitori per creare un’altra parte di Tiwi che è B2C e che è ancora più scalabile, perché tra le app ed il vendere i libri all’estero ti permette di avere un pezzo d’azienda che non dipende dai clienti. E non è per essere indipendenti, ma perché vogliamo dare un servizio ancora più ottimale ai clienti, che non possono investire sulla ricerca. Noi lo facciamo grazie alla scalabilità di questi prodotti”.

 

3. Non assumere per coprire buchi. Assumi persone da cui poter imparare.

“Bisogna avere sempre il focus che tu chiami della gente anche per insegnarti cose. Il modello dell’imprenditore che sa tutto è un mito, non è affatto vero. Gestire la crescita in questo senso non è facile. Tu assumi gente intelligente perché ti dica come fare le cose, non solo per eseguire ciò che gli dici”.

 

4. Includi contenuti video a 360° nella tua comunicazione. Fallo quando la tua startup se lo può permettere.

“Due anni fa il bisogno era uguale per tutti: si faceva un video da un minuto e mezzo sulla homepage del sito. Che più o meno è ancora così, ma in realtà è talmente forte oggi il bisogno di fare contenuti per essere distintivi che non è più sufficiente. Anche dai dati che ci danno alcuni clienti, vediamo quanto sia importante sicuramente fare un video che è lo zoccolo duro, e poi usarlo, un po’ come il maiale di cui non si butta via niente, per fare altri oggetti che vanno a popolare la rete di contenuti della campagna marketing. Dalla pillola di 15 secondi per Instagram, all’usare le illustrazione del video per fare le social card su Facebook, con altre clip per il blog, ecc. Le startup non ci chiedono più quindi il singolo video, ma materiale da poter utilizzare a 360 gradi. Ce lo chiedono quando però il prodotto si è stabilizzato, e tipicamente ciò avviene dopo un seed. Non vogliono giustamente rischiare che diventi obsoleto in pochissimo tempo, e anche di non avere un singolo video che rimanga una goccia nel mare”.

 

5. Carica i video direttamente su tutte le diverse piattaforme, piuttosto che condividerlo, perché ti rivolgi a clienti target differenti.

“È fondamentale la diatriba Youtube – Facebook, bisogna mettere il video su entrambi in maniera nativa, con l’idea che il video Youtube ha l’obiettivo di essere trovato da chi cerca delle cose specifiche, invece il video su Facebook serve a farlo vedere a gente che magari non stava cercando quella cosa, ma se lo ritrova davanti e lo guarda”.

 

5 + 1. Non ragionare solo sui fallimenti. Cerca di imparare soprattutto dai tuoi successi, per ripeterli.

“Capisco perché sia importante la cultura del fallimento. Però credo sia molto più importante ragionare bene sui successi, perché il fallimento va da sé che ti ci ragioni, perché è un dolore. È molto più difficile fermarsi a ragionare: perché quella cosa è andata bene? È quello che chiamo dilemma dell’innovatore: fai una cosa bella e non sai perché ha funzionato”.

 

30 minuti davvero intensi e pieni di tantissimi altri spunti. Dalla cultura aziendale alla capacità di dar spazio alla creatività e alle diversità.

Michele Di Blasio

Mi piace viaggiare, conoscere persone e lasciarmi ispirare dalle loro esperienze, in qualunque campo. Mi piace parlare e riflettere con loro, costruirmi un punto di vista sul campo, più che sui libri.

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