Vendiamo scarpe e vendiamo online, è facile diventare un e-commerce molto piatto e quindi scontrarsi con le Zalando di turno. Noi siamo il contrario, nel senso che non faremo mai i loro volumi, sono dei giganti loro, ma abbiamo molta, molta più personalità da trasmettere.

Immaginate di essere affacciati alla finestra di casa vostra, o ad esempio appoggiati al balcone in ufficio in una bella giornata di sole, mentre vi prendete un caffè con i colleghi. Vi sporgete un attimo e notate fermarsi sotto di voi una Apecar, da cui scendono due ragazzi. Come se niente fosse, dispongono un praticello verde ed una seggiolina sul marciapiedi, e fanno provare ai passanti eleganti scarpe da uomo.

Se siete riusciti ad immaginarvi questa scena, avrete (più o meno) un quadro di come io stesso sono entrato in contatto con Velasca, durante la settimana della moda a Milano.

Da allora sono passati circa due anni e Velasca è cresciuta parecchio, imparando come si costruisce un marchio, affermando il proprio brand nella produzione di scarpe fatte a mano e vendute tramite il sito di e-commerce www.velasca.com. Ma non solo, dato che approccia oggi sempre più sistematicamente i canali di vendita tradizionale tramite negozi monomarca.

Noi siamo andati a trovarli qualche settimana fa proprio nel loro spazio di Piazza Sempione, 2, a Milano, dove potrete del resto incontrarli voi stessi. Questi ragazzi infatti non portano avanti la loro StartUp solo da un ufficio, ma vanno fisicamente tutti i giorni in negozio, per rimanere in contatto con la loro clientela e scoprire sempre nuovi interessanti spunti su come far evolvere l’attività.

In particolare, abbiamo intervistato Enrico Casati, classe 1987 e un passato a lavorare all’estero in grandi banche d’investimento.

L’idea nasce durante una vacanza. Il fratello di Enrico, assieme all’amico Jacopo Sebastio (diventato poi l’altro fondatore) lo raggiungono a Singapore e gli portano un paio di mocassini italiani, troppo costosi per essere comprati sul luogo. Enrico ci riflette un attimo e, da buon imprenditore, inizia a vedere un potenziale business proprio ai suoi piedi. “A Singapore, ma in generale al di fuori dall’Italia, è impossibile trovare un prodotto simile al nostro senza spendere almeno 500€”.

Durante l’intervista Enrico ci racconta quindi come abbia deciso di licenziarsi, sia tornato in Italia e abbia subito iniziato a cercare il giusto distretto dove produrre i suoi primi modelli, trovandolo nel paesino di Montegranaro, nelle Marche. Enrico ripercorre errori e meriti di Velasca. Dalla messa online del sito, il 6 maggio 2013, alla prima vendita “dopo due settimane ad una persona non del network, principalmente per qualche annuncio su adwords”. Ci racconta come si crea una brand awareness per un marchio che nasce in mezzo a nomi non esattamente piccoli, quali Valentino, Gucci, Prada, ecc., lasciandosi però percepire come diverso, dando ai clienti un valore aggiunto non indifferente in termini di nicchia. “Abbiamo investito da subito nella contenutistica digitale, inserendo nel team un fotografo e videomaker che si occupa anche della comunicazione social media.” E, come risultato, “oggi abbiamo 13.000 follower su Instagram” (in realtà superano già i 16.500).

Del resto il giovane hipster fa ormai tendenza, una tendenza che Velasca ha accompagnato sin dalla sua nascita, crescendo con essa e puntando a personificare il proprio prodotto, come icona di uno stile diverso. “È la differenza tra il supermercato che vende il vino e l’enoteca.”

E questo messaggio viene mantenuto sia sul web, dove rimane sempre massima l’attenzione alla user experience (“un e-commerce vince o muore su questo”), sia nel negozio fisico. Con un “arredamento fatto a salotto, un ambiente caldo e accogliente, che ti permetta veramente di sentirti quasi a casa.”

E nel loro futuro c’è già in programma l’apertura ed il lancio di due nuovi “salotti” entro pochi mesi, uno a Monaco di Baviera, partito già due settimane fa, e l’altro a Roma o a Torino. E “se le cose vanno come da piano potremo presentarci di nuovo dagli investitori tra qualche mese per andare in America.” Made in Italy, nel fashion, di proprietà italiana, alla conquista degli States. Una rarità ormai, assolutamente da (ri)scoprire!

Michele Di Blasio

Mi piace viaggiare, conoscere persone e lasciarmi ispirare dalle loro esperienze, in qualunque campo. Mi piace parlare e riflettere con loro, costruirmi un punto di vista sul campo, più che sui libri.

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