Kopjra permette di valutare eventuali opportunità di business nelle reti illegali, in modo da poterle usare come ulteriore canale di marketing per diffondere i propri contenuti. Dopo aver rimosso il file, è possibile valutare di riposizionare una propria copia, andando ad aggredire un bacino internazionale da milioni di persone.

Immaginate di lavorare con prodotti brevettati o coperti da copyright e di voler scoprire se qualcuno sta diffondendo il vostro materiale in maniera illegale. Avrete bisogno innanzitutto di monitorare la rete e scoprire quali sono i canali che lo stanno diffondendo: poi potrete procedere con una diffida. Oppure potreste anche approfittarne e decidere di provare a diffondere delle versioni demo del vostro prodotto in modo da far conoscere il vostro brand nelle reti peer to peer, e volgere così la situazione a vostro vantaggio.

Per tutte queste attività potrebbe aiutarvi Kopjra (qui il sito web), una startup bolognese che permette di intraprendere tutte queste azioni attraverso i suoi servizi di detection, enforcement e intelligence. Il servizio riguarda le case editrici, software house, case cinematografiche, ma anche chiunque è protetto da marchi e brevetti o teme violazioni della privacy.

Ce ne ha parlato Tommaso Grotto, uno dei 5 fondatori di Kopjra. Tommaso, coinquilino di Luca Gisi di Tickete in Attico Startup, è uno di quegli imprenditori capaci di prendere il meglio da chiunque gli stia intorno. La prima volta che lo abbiamo incontrato ci ha accolto in “Attico” a braccia aperte con un: “ragazzi qui siete sempre i benvenuti, però se venite ditemelo prima, così lavoro di più in altri momenti e la sera posso godermi una bella chiacchierata con voi”. E così come ha cercato in noi un confronto ed un’occasione di crescita, così ci ha restituito altrettanti consigli utilissimi, racchiusi in parte in questa breve chiacchierata.

Di seguito i 5 (+1) spunti che ci sono rimasti più impressi

 

1. Parla con più persone possibili e investi nelle relazioni personali per creare fin da subito il tuo network

“Per noi la parola chiave è networking:conoscere persone è un’attività a 360°. Siamo partiti da docenti, piuttosto che da professionisti che lavorano nelle università, che a loro volta ci hanno presentato delle altre persone, che a loro volta ci hanno messo in contatto con gli studi legali e con le grandi società con cui lavoriamo. Il tutto si basa su un approccio strategico alla relazione con le persone. Abbiamo sempre cercato di partecipare a più eventi possibili, anche senza avere la certezza di avere un ritorno in termini relazionali: sicuramente bisogna essere curiosi e non perdere opportunità. Noi le abbiamo colte tutte, anche quelle che erano un po’ più strane, e tutto ciò ci ha permesso di arrivare ad avere la rete di contatti che abbiamo oggi.”

 

2. Non c’è sempre bisogno di avere un prodotto finito per ricevere un investimento: quando possibile, utilizza il metodo concierge

“Molte volte non è utile avere subito un prodotto definitivo, anzi, l’investitore in quel caso non capisce dove verrà investita buona parte del budget richiesto. Noi abbiamo utilizzato il metodo concierge e abbiamo proposto il nostro prototipo, riuscendo a fatturare con quello. In questo modo abbiamo dimostrato che potevamo aggredire il mercato B2B enterprise, riuscendo a convincere delle realtà grandi e guadagnando alcune decine di migliaia di euro nei primi mesi. Ad oggi abbiamo raccolto circa 230.000 euro, includendo anche i finanziamenti dei business angels, che serviranno ad arrivare al lancio del prodotto e a ciò che ne deriverà.”

 

3. Il business plan diventa necessario solo in alcuni stadi dello sviluppo dell’azienda

“Sicuramente il business plan è obbligatorio quando si dialoga con un soggetto come TIM per avere una chiara pianificazione finanziaria e sarebbe sbagliato se non fosse così.” Ma in altre fasi, quando si parla con un business angel, potrebbe non essere così. “Nel nostro caso, dei business angels di Vicenza, gli Alfa 13, hanno creduto in noi ancora prima che avessimo il business plan e per noi è stato sicuramente un veicolo di crescita. Gli Alfa 13 sono parte di Custodi di Successo, un network che si sta diffondendo in diverse città italiane. A volte è possibile trasmettere l’entusiasmo e questo entusiasmo viene ripagato con un microseed.”

 

4. Componi un team trasversale e sfrutta le tue attitudini anche al di fuori del tuo settore di specializzazione

“Gli investitori prediligono i progetti con un buon team con competenze trasversali che dimostri al fondo di essere in grado di vendere il proprio prodotto. Noi siamo alla continua ricerca di talento per completare il team, ma anche prima del finanziamento eravamo molto strutturati. Credo che la trasversalità delle competenze nel team sia fondamentale: c’è bisogno di una persona che si occupi dell’aspetto legale, una di quello commerciale, almeno un tecnico e uno specialista nell’ambito economico/finanziario. Noi siamo 5 fondatori, ognuno di noi con la sua specializzazione. Un team mono competenza rischia di avere delle difficoltà: può creare un ottimo prodotto e non riuscire a venderlo, o al contrario essere capace di vendere qualsiasi cosa ma poi non riuscire a sviluppare il prodotto.”

 

5. Preparati a lavorare duramente quando decidi di aprire la tua startup. Trova soggetti simili a te con cui interfacciarti per rendere il tutto più leggero.

“Ho conosciuto Luca, il founder di Tickete, ad un convegno mentre parlavo di marketing. Ci siamo confrontati e abbiamo visto che avevamo stili di vita abbastanza simili, come gran parte degli startuppers: si lavora dal lunedì alla domenica, mattina, pomeriggio e sera. Magari non è sempre così, ma in molti casi è giusto farlo perché è richiesto per accelerare i tempi.”

 

5+1. Scova le tue capacità anche fuori dal tuo ambito di studi

“Io nasco come informatico e l’informatica resta tutt’ora la mia passione, però mi sono reso conto che bisogna guardarsi dentro, capire dove si vuole andare, quali sono le proprie doti e capire come utilizzarle nella propria attività. Io ho realizzato di avere una forte tendenza alle relazioni con le persone più che con i computer. Uso il mio bagaglio tecnico a supporto della parte di trattativa commerciale, e ciò è utile per aggiungere una parte di storytelling del prodotto. A volte per i commerciali è difficile riuscire a entrare nei dettagli tecnici di un prodotto mentre per un tecnico è difficile coprire tutte le argomentazioni economiche che interessano a un fondo di investimento o ad un potenziale cliente.”

 

Di sicuro, Kopjra non è riuscita solo a trovare un’opportunità in un mercato spesso ignorato, ma offre anche la stessa opportunità a moltissime aziende che ogni anno subiscono ingenti perdite a causa della distribuzione illecita di contenuti.

Michele Di Blasio

Mi piace viaggiare, conoscere persone e lasciarmi ispirare dalle loro esperienze, in qualunque campo. Mi piace parlare e riflettere con loro, costruirmi un punto di vista sul campo, più che sui libri.

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