All’inizio tentavo di guadagnare con concorsi e promozioni premium, alla Google, ma non funziona molto dato che i concorsi lavorano sulla viralità, a basso budget. Allora, visto che facevo un gran numero di utenti, ho messo le offerte gratuitamente, aumentando ancora il traffico, e mi sono rivolto ad aziende che puntavano allo stesso target di visite per fargli fare pubblicità mirata.

Immaginate di navigare i vostri siti preferiti, magari essere su facebook, ed essere attirati da un’offerta, un buono o uno sconto. Solitamente questi reindirizzano direttamente al negozio online del produttore, facendovi perdere la possbilità di vedere offerte simili e magari orientarvi su altri acquisti ancora.

Noi abbiamo intervistato Valentino Marangi di CheBuoni.it, un sito aggregatore di tutte queste offerte, che risolve questo problema e vi fa trovare in un unico spazio virtuale tutte le offerte di cui potreste avere bisogno. Valentino ci ha spiegato come è partito e come ha strutturato un business model che gli ha permesso di rendere la sua attività profittevole e di raggiungere mezzo milione di utenti in poco tempo.

Di seguito 5 consigli che ne abbiamo tratto (+1).

1. Valida la tua idea con il minimo investimento possibile.

“Avevo in mente circa due anni fa di creare un aggregatore di buoni sconto. Non avevo nè soldi per commissionare una piattaforma nè un team con cui svilupparla. Quindi ho deciso di validarla creando una semplice pagina facebook. Codividevo direttamente le pagine dei brand o dei miei futuri competitors. Questa può sembrare una gran cavolata, ma mi ha permesso di mettere le mani in pasta e capire cosa va di più, cosa va di meno, qual è il target giusto a cui rivolgersi, come farlo, ecc.”.

2. Fermati un secondo. Capisci come monetizzare invece di farti prendere dalla routine e lavorare 15 ore al giorno a vuoto

“Ero arrivato ad un punto in cui stavo per mollare CheBuoni. Il mio obiettivo era: tento di vendere a 5-6 mila Euro la piattaforma. Mi sono preso un mese di vacanza per pensare. Mentre ero via ho staccato dalla routine, e così facendo mi sono venute nuove idee per monetizzare. Sono tornato, le ho messe in piedi e tutto è partito a bomba”.

3. Cerca di convertire i tuoi utenti nel momento in cui dimostri loro di potergli trasmettere valore

“Visto che tutto il traffico proveniva da facebook, ho creato la schermata di registrazione con facebook connect, prima di uscire dal sito. Quindi, visto che CheBuoni è un aggregatore, se tu clicchi sul buono sconto per le merendine, prima di andare sul sito del produttore, li ti dicevo: vuoi rimanere aggiornato sui buoni sconto? Ed è una cosa che attira tantissimo gli utenti. Poi con il passaparola il numero è cresciuto molto velocemente, e all’inizio senza spendere un Euro in pubblicità. Ora il budget in facebook ads invece è cospicuo, e siamo arrivati a mezzo milione di utenti con una media di 2.500 nuovi iscritti al giorno”.

4. Adatta la user experience del sito al tuo cliente target

“Il nostro cliente tipo sono le casalinghe in età tra i 25 e i 45 anni.Ho creato un sito che doveva essere molto semplice. Schermata con pochissime funzioni e un linguaggio semplice. Ad esempio ho chiamato un grafico, e lui nei bottoni voleva mettere: home, concorsi, buoni…e io invece gli ho detto di mettere: leggi, guarda, cosa, buoni ecc.. Il più fluido possibile. Se tu guardi CheBuoni ora infatti sembra un “blogettino” fatto con wordpress, ma in realtà c’è un enorme lavoro dietro. Rivolgendoci però ad un pubblico meno esperto abbiamo dovuto fare un passo indietro a livello di interfaccia e rendere il tutto più semplice”.

5. Avere finanziamenti aiuta, ma non necessariamente

“Ho mandato qualche application all’inizio, ma CheBuoni non piaceva agli acceleratori. E non gli do neanche torto, perchè alla fine sembra un’idea del cavolo. C’erano anche già diversi siti di gruppi anche più grossi che facevano e fanno la stessa cosa, ma che non monetizzano perchè hanno un business model che non funziona. Io invece, essendo solo, sono rimasto più flessibile ed in grado di fare quello che volevo. Fino a qualche mese fa non avevo nemmeno un piano, cambiavo idea da un giorno all’altro, e questo mi ha permesso di validare più velocemente e capire subito ciò che non andava. Credo sia uno dei fattori che mi ha permesso di crescere così velocemente”.

5+1. Un 10% di fatturato non vale menti fresche e reattive a prendere le opportunità sul mercato

“Secondo me è fondamentale a una certa staccare la spina. Noi fino a qualche mese fa lavoravamo 3 ore al giorno. Abbiamo visto che se facevamo il triplo il fatturato aumentava del 10%. Non aveva molto senso. Ora ci siamo strutturati meglio e lavoriamo tutta la mattina, poi se c’è qualcosa da finire ci ritroviamo e poi andiamo a bere una birra tutti assieme. Sono stato più di un anno a lavorare tutto il giorno, ma non producevo idee nuove, ero perso nella routine. Poi ovviamente dipende dal ruolo, ma chi ha la parte più creativa è meglio che lavori il giusto, fare quello che si sente. Se i risultati ci sono va bene così”.

Michele Di Blasio

Mi piace viaggiare, conoscere persone e lasciarmi ispirare dalle loro esperienze, in qualunque campo. Mi piace parlare e riflettere con loro, costruirmi un punto di vista sul campo, più che sui libri.

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