Capire le logiche alla base dei prospetti di bilancio ci permette di legare la nostra strategia alle previsioni economiche e finanziarie del business plan.

Chi è imprenditore ha dovuto almeno una volta nella vita affrontare la stesura di un business plan.

Se da una parte, a livello strategico, quasi tutti riescono a collegare le diverse dinamiche che lo influenzano, molti si bloccano nel tradurre tutte queste ipotesi in numeri. Capire che le spese in marketing potranno generare un relativo ritorno d’immagine è immediato. Ma cosa comporta questo a livello di cassa? Quanti investimenti servono? Quando sarà necessario spendere e quanto tempo ci vorrà poi per vedere risultati tangibili?

Partiamo da un concetto: il business plan è per definizione una proiezione, e quindi se non si hanno già dei numeri a consuntivo, raccolti facendo i primi test, diventa difficile fare stime sensate del proprio business.

Ma al di là di questo, per poter stilare previsioni sensate è necessario prima di tutto comprendere le logiche alla base dei prospetti dove andremo ad inserire i numeri. Il Conto Economico, le Stato Patrimoniale ed il Cash Flow si intrecciano tra loro nel bilancio per fornirci informazioni utilissime ma non sempre di immediata lettura.

Per questo su Lacerba.io abbiamo pensato sia utile prima di tutto affrontare tali temi, partendo dai prospetti di bilancio, dalla terminologia, fino a capire come collegare i numeri e dare vita ad un bilancio da proiettare, appunto, in un business plan.

Nel video, una lezione tratta dal mio corso “Logiche di bilancio – Basi di business planning“, in cui viene descritta la logica economica, il principio di competenza e la differenza, non sempre banale, tra fatturato e incassi.

[Questo post è stato originariamente pubblicato su StartupItalia]

Michele Di Blasio

Mi piace viaggiare, conoscere persone e lasciarmi ispirare dalle loro esperienze, in qualunque campo. Mi piace parlare e riflettere con loro, costruirmi un punto di vista sul campo, più che sui libri.

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