È quello secondo me l’obiettivo di chi fa startup. Trovare collaborazioni, trovare persone che hanno la tua stessa passione e creare delle sinergie che possano permettere di avere situazioni win win per tutte le parti.

Immaginate di avere una band e di voler iniziare ad incidere il vostro primo disco. Avrete sicuramente bisogno di uno studio di registrazione, probabilmente di un fonico che mixerà il suono, e perfino di un designer che realizzi l’artwork della copertina. Ognuno di questi servizi può essere reperito online, ma spesso ci si perde nella marea di freelance che affollano il web. Un ragazzo di Milano ha quindi deciso di fondare una StartUp che risolvesse questo problema, un marketplace dei musicisti, togliendo dall’imbarazzo tanti giovani, ed in generale chiunque avesse bisogno di un esperto nel campo.

Giacomo Garufi, già tecnico del suono e produttore, ha infatti creato Bantamu (qui il sito web), una piattaforma che raggruppa qualsiasi tipologia di freelance del mondo della musica. Noi lo abbiamo intervistato, per farci spiegare come sia nata questa avventura e attraverso quali canali abbia gestito la crescita iniziale del suo marketplace.

Di seguito i cinque tra i maggiori spunti che ho appreso, o riscoperto, durante questa bellissima chiacchierata (più uno).

1. Concentrati su problemi che riscontri nel tuo campo. È quello che conosci meglio e ti sarà più facile trovare soluzioni efficaci.

“Quando un aspirante imprenditore deve cimentarsi in un progetto secondo me è fondamentale la passione, ovvero lavorare su qualcosa che si ama, perché quando inizi ovviamente la strada è solo in salita e sarà così per tanto tempo. Quindi se non hai già la passione per quello che stai facendo è inutile anche mettersi su un progetto del genere. Fare StartUp oggi è molto difficile, ci vuole tanta perseveranza. E poi creare un progetto su qualcosa che si conosce bene è fondamentale anche per il network. Per me è stato importantissimo avere già una rete di professionisti in Italia e all’estero da usare come utenti beta per avere feedback”.

 

2. In un marketplace devi costruire dapprima una base di offerta per poi arrivare ad attrarre la domanda.

“Il progetto Bantamu è nato come una sorta di sito vetrina per i professionisti, quindi la nostra comunicazione era concentrata lato provider. Il nostro compito era quello di riempire il sito con freelance che potessero proporsi per eventuali servizi o lavori. Anche perchè volevamo vedere se questi avessero interesse a far parte di un network che offrisse loro più collaborazioni e visibilità”.

 

3. Concentrarsi su un settore non significa offrire per forza un servizio verticale.

“Noi ci siamo staccati da alcuni competitors che già erano online perchè la nostra intenzione era quella di creare sì un marketplace relativo al mondo musicale, ma il meno verticale possibile”. Cercare di offrire un servizio completo tarato sul cliente, ovvero il musicista o il professionista di turno, alla ricerca di diverse professionalità e di collaborazioni a 360°. “Quella è la nostra vision e dove stiamo cercando di andare”.

4. Cerca all’inizio di mantenere il tuo lavoro. Ti permette di rimanere tranquillo e portare avanti il tuo progetto.

“Una cosa fondamentale secondo me è mantenere il proprio lavoro se ci si butta su una startup, a meno che non ci si possa permettere di dedicarsi completamente al progetto. Però all’inizio serve anche quello, perchè ti permette di mantenere l’equilibrio. Non si può da subito arrivare a fine mese che non si riesce a pagare l’affitto, perchè se no non si lavora neanche bene sulla propria società”. Rimanendo pronti a fare il grande salto al momento giusto. “Devi essere sempre pronto a buttarti al 100%. Se non lo sei la startup non fa per te.”

5. Cerca di salvare budget da investire su clienti e prodotto all’inizio. Fai comunicazione ma “sfruttando” chi ti può aiutare e crede nel progetto.

“Abbiamo due partnership con Musicraiser e con Spreaker. Musicraiser è una piattaforma di crowdfunding per progetti musicali e Spreaker invece è una web social radio che conta più di 4 milioni di utenti. Lavorare con loro è stato fondamentale all’inizio perchè ci hanno dato più visibilità con il loro canale di utenti e visitatori, e ci ha permesso di creare delle collaborazioni. Una interessante è stata con Spreaker: abbiamo realizzato interviste ad hoc a professionisti della piattaforma che poi sono state messe in onda ed in homepage. Funziona più che altro perchè dà credibilità al brand far vedere che ci sono altri soggetti molto più conosciuti di noi che supportano il progetto”.

 

5 + 1. Trova persone fidate. Trova persone competenti. Ma soprattutto trova persone con cui ti trovi.

“Tramite contatti sono entrato in contatto con Simone Dall’Angelo, che oggi è mio socio in Bantamu, ma con cui abbiamo iniziato attraverso un rapporto di collaborazione di lavoro. All’inizio sicuramente ho guardato il suo portfolio, quindi le sue esperienze e competenze. Dopodichè  però molto spesso devi anche affidarti al tuo istinto, al tuo rapporto a pelle con quella persona. Ho guardato molto all’aspetto umano, perchè penso che all’inizio sia fondamentale per fare squadra. E ho avuto fortuna sia con lui che con il nostro front-end Antonio La Scala”.

 

24 minuti davvero intensi e pieni di tantissimi altri spunti.

Michele Di Blasio

Mi piace viaggiare, conoscere persone e lasciarmi ispirare dalle loro esperienze, in qualunque campo. Mi piace parlare e riflettere con loro, costruirmi un punto di vista sul campo, più che sui libri.

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