La StartUp è un’azienda. È un’azienda con logiche aziendali diverse rispetto ad un’azienda strutturata e già avviata. Bisogna ricominciare a chiamarla così

Immaginate di tornare a casa un giorno e di dover cercare una bolletta, una multa, un cedolino o qualsiasi documento che avete riposto in uno dei mille cassetti di casa vostra. Ci metterete almeno 30-40 minuti, se non di più.

Immaginate invece di poter accedere ad un servizio che archivi e cataloghi automaticamente (prendendoli da foto, mail, dropbox, ecc…) tutti questi documenti in un unico spazio virtuale, a cui potete sempre accedere ovunque siate, che vi ricordi le scadenze e i pagamenti da effettuare. In Italia sembra un servizio difficile da concepire ed attuare. Ridurre la burocrazia personale e delle aziende è da sempre considerata una sfida quasi persa in partenza, o comunque prerogativa della diligenza e capacità di organizzazione della persona stessa.

Ed invece oggi c’è una startup che si muove in questa direzione, sta riscontrando un ottimo successo sul mercato ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti per l’attività svolta. Questa startup si chiama Quokky, e noi abbiamo intervistato uno dei suoi tre fondatori: Filippo Veronese.

Filippo è un imprenditore praticamente da sempre. Ha studiato alla Bocconi ed ha iniziato come trader in Unicredit. Ma trovava questo lavoro “estremamente noioso”. Ha fondato la sua prima web agency ed ha iniziato a misurarsi con il mondo dell’imprenditoria. Tutto nasce da un bisogno, una propria necessità, da un problema che si vuole affrontare e risolvere. Così è nata anche Quokky, all’inizio “un’applicazione per salvare con la fotocamera le garanzie”.

In questa intervista Filippo ci racconta come da quella prima idea, chiacchierando con alcuni amici dopo un trasloco in cui erano stati persi documenti importanti, Quokky è cresciuta negli ultimi due anni e mezzo, arrivando a sviluppare le app per iOS e Android e la versione web, quest’ultima presto in uscita, per un totale di circa 200.000 righe di codice scritte. Filippo ci racconta come il loro prodotto sia uscito sul mercato, si sia sviluppato e abbia cambiato direzione più volte prima di giungere alla sua attuale formulazione.

Ma soprattutto ci parla di motivazioni, di come iniziare e perché. Di cosa all’inizio non può mancare, ovvero un team forte con al suo interno una persona che sia in grado di sviluppare il prodotto, qualsiasi esso sia. Del resto, come non si possono costruire sedie senza avere un artigiano che se ne intenda, così un servizio digitale ha bisogno del suo programmatore.

E ancora viene affrontato il tema della metodologia detta scrum approach – in inglese la mischia del rugby – che avanza unita verso la meta – un approccio lean al lavoro del team che Quokky ha iniziato ad implementare con la programmazione, ma che è stato poi allargato a tutte le aree aziendali per accelerare una corretta crescita del business, eliminando gli sprechi di risorse, in termini di tempo e di soldi. “Si ragiona per obiettivi, microbiettivi”. Un meeting ogni due settimane, un continuo aggiornamento e miglioramento del prodotto per testare il mercato, senza cercare di essere perfetti dal giorno 1, ma andando avanti verso la direzione suggerita dal mercato.

Questo e molto altro, dall’importanza del business model alla giusta segmentazione iniziale del mercato, senza ambire necessariamente al mondo, ma a chi pensiamo di poter davvero raggiungere. Andando avanti con perseveranza, perché nonostante possano arrivare all’inizio anche feedback negativi, molte volte “stai seguendo una cosa che gli altri semplicemente non capiscono perché non sono ancora arrivati a quel punto”. Avanti tutta quindi, perseguendo sempre la propria vision!

Michele Di Blasio

Mi piace viaggiare, conoscere persone e lasciarmi ispirare dalle loro esperienze, in qualunque campo. Mi piace parlare e riflettere con loro, costruirmi un punto di vista sul campo, più che sui libri.

Vedi tutti i post

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *