A volte ci siamo intestarditi sui dettagli tecnici, quando in realtà abbiamo capito che la parte di marketing è molto importante, soprattutto per un servizio social. Nella distribuzione, nel coprire il mercato e nel mettere il prodotto nelle mani di quante più persone possibili: è da lì che si crea il valore.

Immaginate di essere appena arrivati in una nuova città e volervi dedicare ad uno dei vostri hobby preferiti: il calcetto. Probabilmente nei primi tempi però non avrete ancora il giro giusto. Non avrete abbastanza amici da coinvolgere, non conoscerete fin da subito tutti i campi disponibili, ecc.. Insomma probabilmente rimanderete e rimanderete, finendo per non fare mai nulla.

Oppure potreste cercare in rete ed imbattervi in un social network che racchiuda tutti coloro i quali hanno la vostra stessa passione. Sì, un social per gli amanti del calcetto: Fubles (qui il sito web)! Fubles è una community online che permette infatti di organizzare partite, trovare nuovi amici e addirittura, a fine partita, assegnare le classiche pagelle agli altri partecipanti. Insomma, non avrete più scuse per starvene sul divano la sera invece di uscire a fare quattro tiri.

Noi abbiamo intervistato uno dei fondatori di questa StartUp, Giuseppe De Giorgi, che ci ha introdotto non solo alla sua attività, ma anche a cosa significa sviluppare e far crescere un Social Network in Italia.

Di seguito i cinque tra i maggiori spunti che ho appreso, o riscoperto, durante questa bellissima chiacchierata (più uno).

 

1. Risolvi un problema reale, un tuo problema. Ma fallo meglio di come lo fanno i tuoi competitors.

“Tu potresti organizzare le tue partite con whatsapp, o con facebook, con un po’ più fatica ma lo riusciresti a fare… ma non avresti il condimento che noi diamo a ogni singola partita. Ogni singolo utente ha le proprie statistiche, quante volte è stato ad esempio il migliore in campo. Noi da ingegneri abbiamo puntato molto sulle statistiche, con la voglia di rendere ogni giocatore di Fubles quasi un giocatore professionista.” Una semplice caratteristica iniziale in più, le pagelle, ha permesso a Fubles di differenziarsi e farsi amare dagli early adopters.

 

2. L’effetto virale è il driver di crescita più importante in un Social. Concentra il tuo marketing nel facilitarlo.

“Fubles è un servizio dove l’effetto network è fortissimo. Lo stesso prodotto a Milano, dove hai 50 partite al giorno organizzate, è eccezionale, mentre a Canicatti, dove non ce ne sono, è inutile. Per noi ciò che è stato più importante nel far crescere Fubles è stata quindi la parte di distribution, come lanciare nuovi mercati, nuove città, in modo da raggiungere una massa critica, perché da quel momento in poi partiva il passaparola”. Chi si innamora del prodotto è la migliore forza commerciale di un Social.

 

3. Sviluppa le attività offline, rendi reale la tua offerta di valore, espandila con le PR e fatti trovare attraverso il SEO: fai attività a 360° per far crescere la tua community

“Siamo partiti con iniziative offline, come tornei live, volantinaggio nelle università e nei centri soportivi, eventi con i brand, poi ci siamo spostati anche sulla parte online con pubblicità su Facebook e Google. Il SEO per noi è piuttosto importante, perché ogni singolo centro sportivo ha una pagina dedicata su Fubles che si posiziona benissimo su Google, spesso meglio dei loro siti privati. Poi c’è molta attività di PR […] insomma l’attivtà di amrketing di Fubles è a 360°. Ma quello che funziona di più è sempre il passaparola”. Nonostante alcuni canali siano più effettivi di altri, bisogna cercare step by step di coprire ogni possibile via per accrescere la community.

 

4. La prima forma di monetizzazione di un Social sono la pubblicità e il marketing. Ma ci sono anche altri modi per scalare sempre di più.

Inizialmente il business model è nato quasi per caso, grazie ad uno dei primi utenti, il marketing manager di una grande società di scommesse, incuriosito dal metodo di calcolare le quote sulle partite amatoriali. “Rimase molto colpito e ci disse facciamo qualcosa assieme. Organizzammo un torneo a livello internazionale, dove la squadra che vinceva andava a giocare all’Old Trafford. Alla fine del torneo ci chiamò per dirci: grazie mille, ma ora dobbiamo pagarvi, come facciamo?. Noi non avevamo nemmeno una società”. In quel momento i ragazzi di Fubles hanno realizzato quale fosse il valore dietro a ciò che stavano creando, e da lì in poi tutta la parte di marketing, pubblicità, eventi live è stata ciò che ha caratterizzato le loro revenues. Di recente poi è partito anche un secondo canale di monetizzazione, legata a fee riconosciute dai campi di calcetto. Una parte più scalabile e legata all’aspetto social, meno basata su singoli contratti ma più sull’attività day by day.

 

5. Cerca finanziamenti con un prodotto e delle metriche in mano, ma soprattutto con un progetto sostenibile.

“In America si muovono i milioni per conquistare il mercato, poi al business model ci si pensa dopo. In Europa, ed in Italia soprattutto, c’è una differenza. Magari all’inizio si può fare questo ragionamento, ma sempre cercando di capire come creare un progetto sostenibile, che non è detto che sia sbagliato, ma è sicuramente un approccio più lento”.

 

5 + 1. Fallo perché non puoi farne a meno.

“Quando Fubles è cresciuta non riuscivamo più a gestire i clienti con il nostro lavoro. Per me è stata una scelta di cuore. Mi sono detto: non avrò probabilmente mai più un’opportunità così nella mia vita, sono giovane, questo è un progetto in cui credo, vedo delle opportunità e vedo soprattutto anche tantissime possibilità di imparare. Devo fare questo passo.”

 

34 minuti davvero intensi e pieni di tantissimi altri spunti. Dalla nascita, alla crescita del team, all’internazionalizzazione.

Michele Di Blasio

Mi piace viaggiare, conoscere persone e lasciarmi ispirare dalle loro esperienze, in qualunque campo. Mi piace parlare e riflettere con loro, costruirmi un punto di vista sul campo, più che sui libri.

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