C’è molto interesse verso le startup, se riesci a porti in maniera giusta e far passare il tuo valore riesci a raggiungere brand con posizioni importanti in maniera abbastanza semplice. Poi, da lì a chiudere un contratto non è mai semplice, però il contatto è abbastanza agevole, dopo te la giochi tu.

C’è un oggetto che spesso tutti noi consideriamo completamente inutile. Lo buttiamo appena usciamo dai negozi, dal bar o dal ristornate. Questo oggetto è un piccolo foglio di carta: lo scontrino. Una semplice striscia, una ricevuta d’acquisto che, a parte quando serve da garanzia o quando stiamo facendo un regalo che potrebbe essere cambiato, consideriamo troppo spesso inutile. In realtà lo scontrino raccoglie tantissime informazioni utili sia a noi sia agli esercenti che ce lo rilasciano. Può aiutarli ad esempio a capire meglio le nostre abitudini di spesa, quando e dove acquistiamo, l’ammontare medio di quanto paghiamo e ciò che consumiamo, spingendoli a migliorare la propria offerta e a venire incontro alle nostre esigenze. E d’altra parte, se avessimo un incentivo a “salvare” ogni informazione contenuta sullo scontrino impareremmo anche noi stessi a capire meglio come, dove e quando spendiamo, ed a tenere sott’occhio le nostre uscite.

Una startup ha compreso questo potenziale, ed ha sviluppato un’app che, attraverso una semplice foto, permette agli utenti di inviare ai commercianti lo scontrino e ricevere in cambio un gratta e vinci con in palio buoni sconto negli esercizi convenzionati.

Questa StartUp si chiama Tickete, e noi abbiamo intervistato il suo fondatore Luca Gisi, che ci ha parlato di come partire leggeri e come crescere integrando le giuste figure, di come superare le difficoltà iniziali e di come trovare clienti ancora prima di aver sviluppato il prodotto. E tanto altro ancora.

Di seguito i cinque tra i maggiori spunti che ho appreso, o riscoperto, durante questa bellissima chiacchierata (più uno).

 

1. É necessario validare il modello, senza sprecare risorse, prima di crescere.

“Siamo partiti nella maniera più lean possibile, usando whatsapp e recuperando 100 persone che ci mandavano gli scontrini. Noi abbiamo preso dal sito di Mastercard dei buoni Amazon da fornire loro per avere delle metriche, per dimostrare a tutti quelli che si chiedevano: ma la gente fotografa lo scontrino? Beh sì, lo ha fatto. Abbiamo prima di tutto validato il modello nella maniera più semplice possibile”.

 

2. Autofinanziati per partire. Dimostra a te stesso che puoi farcela e solo successivamente coinvolgi investitori.

“È importante che tu sia il primo finanziatore di te stesso. Devi fare in modo di validare il tuo modello, la tua startup, il team che hai formato e la tua idea, per renderti il più interessante possibile anche agli altri. Dimostrare che hai delle metriche e validare in primis per te stesso quello che stai facendo. Un investitore all’inizio investe molto sulla persona. Devi dimostrare che sai dove vuoi arrivare, anche in maniera presuntuosa, in senso positivo. Non bisogna essere riduttivi nelle proprie ambizioni, perché a scendere si fa sempre in tempo”.

 

3. Una volta partito, non cercare investimenti. Cerca i giusti investitori.

Tickete cerca soldi “smart”. I soldi non sono tutti uguali, è importante chi te li da. È fondamentale scegliere degli investitori che ti aprano dei canali commerciali importanti, non semplicemente che ti diano i soldi. Cerchiamo quindi figure che fanno parte del settore dove lavoriamo, che ci possano non garantire, ma almeno aprire delle opportunità”.

 

4. Se ti rivogli a interlocutori sia B2B sia B2C, parti cercando di coinvolgere i primi. Questo farà da traino al canale B2C (non vale infatti il contrario).

“Partire con il B2C e investire nel marketing senza avere le risorse (i buoni tramite accordi con esercenti) è una strategia suicida. La cosa fondamentale è partire dal B2B, che poi ti alimenta la parte B2C. Trovare quindi delle partnership, degli interlocutori che di riflesso ti mandano utenti. Noi ci muoviamo tramite passaparola. Ci muoviamo molto attraverso i canali online, tanto oramai siamo ad un tweet dal mondo”.

 

5. In Italia serve qualcosa di più del puro lato economico per acquisire un cliente. Serve trasmettere il proprio valore.

“Noi cerchiamo sempre di vendere la visione. Ormai l’approccio commerciale non è più vincente, ma devi far capire quali sono i benefici che offri, secondo una logica in cui tutti possano ottenere dei vantaggi dalla collaborazione. Far capire da dove si parte, dove si vuole arrivare. Come una startup giovane, con sempre nuovi spunti, sia fondamentale da implementare in azienda. Questo ti permette di ottenere la loro fiducia, perché capiscono che sei più veloce, sei più rapido, sei più innovativo”.

 

5 + 1. Rimani sempre curioso. Non ti alienare sul tuo progetto ma cerca negli altri, a 360°, nuovi spunti per migliorare.

“Il network è fondamentale, è quello che ti fa crescere. Uno dei motivi per cui ho fatto startup parte proprio dalla mentalità di condivisione che c’è alla base. Ci si supporta a vicenda e si riesce ad ottenere risultati che da solo non potresti raggiungere, si creano opportunità reciproche”. Su questa base Luca e un altro ragazzo, anche lui fondatore di una startup, ovvero Tommaso Grottodi Kopjra, hanno deciso di mettere a disposizione la propria casa, dove lavorano assieme ad altri startupper di passaggio. È nato così il progetto Attico StartUp. È nato cercando di superare “il concetto di coworking, per passare al co-living. Un posto in cui delle persone che condividono un percorso ed un determinato modo di vedere le situazioni possono contaminarsi, scambiarsi le loro esperienze, strategie, punti di vista. Una sorta di crescita, di autoaccellerazione che parte dal basso da persone in gamba che lo alimentano”.

 

Un concetto molto simile all’idea di community che Lacerba sta creando. Una continua condivisione di esperienze da cui tutti possano trarre un insegnamento, positivo o negativo che sia, ma che faccia crescere come persone e come imprenditori.

5 spunti quindi, più uno, assieme a tanti altri in un’intervista molto ricca e completa.

Michele Di Blasio

Mi piace viaggiare, conoscere persone e lasciarmi ispirare dalle loro esperienze, in qualunque campo. Mi piace parlare e riflettere con loro, costruirmi un punto di vista sul campo, più che sui libri.

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